Nenè tra i banchi: La magia di Andrea Camilleri rivive grazie ad Alessandro Barbaglia
Grande partecipazione e autentico entusiasmo hanno caratterizzato l’incontro con Alessandro Barbaglia, ospite dell’IC “S. G. Bosco” di Campobello di Licata, diretto dalla Dirigente Scolastica Patrizia Pilato, nella mattinata del 24 febbraio 2026.
L’evento si è svolto presso il plesso “Mazzini” della scuola secondaria di primo grado e ha coinvolto gli alunni delle classi seconde e terze, protagonisti di un percorso di lettura intenso e partecipato dedicato al romanzo “Nenè – nel paese delle magarìe”, sottotitolo Il bambino che diventò Andrea Camilleri, pubblicato da Mondadori.
Un libro speciale, che racconta l’infanzia di Andrea Camilleri nel centenario della sua nascita, mescolando sapientemente verità biografica e magia narrativa, memoria e invenzione, sogno e Storia.
Un’accoglienza calorosa e partecipata
Ad aprire l’incontro è stata la Dirigente Scolastica, dott.ssa Patrizia Pilato, che ha salutato l’autore e i presenti, sottolineando il valore formativo della lettura e il significato profondo di momenti come questo, capaci di trasformare un libro in un’esperienza viva e condivisa.
Presente anche il libraio Alessandro Accurso Tagano, promotore di numerose iniziative culturali volte alla diffusione della lettura e dei libri d’autore, che ha contribuito alla realizzazione dell’evento.
La manifestazione, organizzata con cura e passione dalle docenti di Lettere dell’Istituto, si è rivelata subito dinamica, coinvolgente e ricca di emozioni.
A introdurre l’autore è stata l’alunna Anna Gasca (3C), che con sicurezza e sensibilità ha letto un testo capace di sintetizzare il senso dell’iniziativa:
“Oggi è un giorno speciale per la nostra scuola. Dopo aver letto, commentato e condiviso pensieri ed emozioni sul libro ‘Nenè nel Paese delle Magarie’, abbiamo il piacere di incontrare il suo autore. Questo momento non è solo un’occasione per fare domande, ma un’opportunità per dialogare, confrontarci e scoprire cosa nasce dietro le pagine di una storia che ci ha fatto riflettere, emozionare e viaggiare con la fantasia…”
Un ringraziamento è stato rivolto alla Dirigente, moderatrice dell’incontro, alle professoresse di Italiano che hanno guidato gli alunni nell’analisi del testo, al professor Lo Iacono che ha curato la parte di storytelling con un gruppo di studenti e al professor Bordonaro, protagonista dell’intermezzo musicale conclusivo insieme alla sezione musicale dell’Istituto.
Un romanzo tra realtà e magia
“Nenè – nel paese delle magarìe” non è una biografia tradizionale. È un romanzo che racconta il giovane Camilleri — per tutti Nenè — quando ancora non sa di diventare uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento.
La storia si svolge nella casina di campagna della nonna Elvira, a Porto Empedocle, luogo di profumi intensi — zagara, olio, vino, pane appena sfornato — e di scoperte interiori. È lì che il gracile e solitario ragazzo di città trova rifugio nella lettura, nella scrittura e nell’amicizia con Rosalia. È lì che, custodite in un’agendina azzurra, prendono forma le sue prime storie.
Ma accanto alla magia dell’infanzia si affaccia la Storia, quella con la “S” maiuscola: il fascismo, le leggi razziali, la persecuzione dell’amico Pippo perché ebreo. Un incantesimo che si spezza, lasciando però spazio alla speranza, suggerita dal mare.
Il romanzo è impreziosito dalle illustrazioni di Alessandro Sanna, che accompagnano il testo con immagini senza tempo.
Le domande degli alunni: curiosità, profondità, consapevolezza
Il cuore dell’incontro è stato il dialogo tra autore e studenti. Le domande, preparate con attenzione e sensibilità, hanno toccato aspetti stilistici, linguistici, autobiografici e storici.
Darius Dinco (2A) ha chiesto quanto fosse stato difficile coniugare verità e magia nel racconto.
Agnese La Greca (2A) ha posto l’accento sul “camillerese”, domandando se, da piemontese, l’autore avesse faticato a comprenderne le sfumature.
Priscilla Federico (3A) ha voluto sapere quale parte del libro lo avesse coinvolto maggiormente.
Jennifer Calà (3D) ha chiesto il significato dell’espressione “felicità immeritata” riferita alla scrittura del libro.
Miriam Farruggello (3D) ha affrontato il delicato tema della persecuzione di Pippo.
Flavio Gammino (3C) si è soffermato sulla figura di nonna Elvira.
Elide Amato (3C) ha chiesto se Nenè avesse qualcosa dell’Alessandro bambino.
Emma Doloi (3A) ha domandato il senso della dedica alle sue “parole mammalucchigne”.
Francesco Napoli (3B) ha chiesto perché abbia scelto di scrivere per ragazzi dopo i romanzi per adulti.
Emma Foglia (3B), infine, ha espresso il desiderio di un seguito della storia.
Alessandro Barbaglia ha risposto con puntualità, ironia e grande capacità comunicativa, coinvolgendo i ragazzi parola dopo parola. Ha raccontato il lungo lavoro di studio sulla Sicilia e sulla lingua siciliana che ha preceduto la stesura del libro: per lui, piemontese, è stata una scoperta continua, dal cibo ai paesaggi, dalle espressioni dialettali alla musicalità della lingua.
Ha parlato della necessità di rispetto quando si racconta un autore così amato e del coraggio — “un’operazione spericolata” — di entrare nell’immaginario di Camilleri bambino senza tradirne lo spirito.
La forza della nostra terra
Nel suo intervento conclusivo, la Dirigente Patrizia Pilato ha sapientemente “ricucito” i fili della mattinata, riprendendo gli interventi degli alunni e le riflessioni dell’autore. Ha sottolineato come la Sicilia rappresenti un concentrato straordinario di storia, cultura e tradizioni, una terra dalla lingua bellissima e dalle potenzialità immense.
Ha ringraziato le docenti per il lavoro svolto, gli alunni per la partecipazione attenta e matura, il personale scolastico e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento.
Un’esperienza che resta
L’incontro con Alessandro Barbaglia non è stato soltanto la presentazione di un libro, ma un’esperienza formativa autentica: un’occasione per comprendere che dietro ogni storia ci sono studio, passione, ricerca, dubbi, emozioni.
I ragazzi hanno potuto toccare con mano che la lettura non è un esercizio scolastico, ma un viaggio; che la scrittura nasce dall’ascolto, dall’osservazione, dalla memoria; che anche un bambino gracile e solitario, capace di rifugiarsi nei libri e di custodire le proprie storie in un’agendina azzurra, può diventare uno dei più grandi narratori del nostro tempo.
E forse è proprio questo il messaggio più potente lasciato da “Nenè – nel paese delle magarìe”: la magia esiste, ma nasce dall’amore per le parole, per la propria terra, per le storie condivise.
Una mattinata intensa, viva, significativa. Una di quelle che restano nella memoria di una scuola.
(Calogero La Vecchia)
Pubblicato il 26-02-2026

