Gli alunni dell’IC “S. G. Bosco” al Palacongressi di Agrigento per lo spettacolo “Ero un bullo”: un’esperienza di forte valore educativo.

Gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “S. G. Bosco” di Campobello di Licata, diretto dalla Dirigente Scolastica dott.ssa Patrizia Pilato, hanno partecipato allo spettacolo teatrale “Ero un bullo” presso il Palacongressi di Agrigento. Ad accompagnare gli studenti i docenti prof.ssa Giuseppina Ruiz e prof.ssa Francesca La Mattina. Presenti gli alunni: Classe 3A: Esmeralda Di Liberto, Samuele Diana, Gioacchino Lo Nardo, Emma Miceli, Greta Gianforcaro, Emma Francesca Doloi, Emanuele La Mendola, Maria Grazia Potente.
Classe 3B: Calogero Lunetta, Ambra Montaperto, Jenny Di Franco, Carmelo Sciabbarrasi, Giorgia Montaperto, Liuzza Mariateresa, Antonio Valenti.
Classe 3D: Elide Amato, Davide Muratore, Salvatore Muratore, Elena Pascaru, Miriam Termini, Miriam Farruggello, Jennifer Calà, Matilde Bongiorno, Isabel Muratore, Viole D’Auria, SofiaRizzo. La partecipazione all’evento è stata fortemente voluta dalla Dirigente Scolastica, nell’ambito di un percorso educativo attento alle tematiche della crescita personale e del rispetto reciproco.

Un racconto che diventa lezione di vita

Lo spettacolo, inserito nella rassegna “Riflessi culturali” diretta da Gaetano Aronica e Roberto Sciarratta, rappresenta una produzione della Fondazione Aida ETS, ispirata all’omonimo libro di Andrea Franzoso. Al centro della narrazione la storia vera di Daniel Zaccaro: un percorso umano complesso, segnato da comportamenti devianti e da una continua ricerca di attenzione, fino alla scelta decisiva di cambiare vita. Da bullo a educatore, Daniel trasforma il proprio passato in un impegno concreto al servizio degli altri, diventando un punto di riferimento per i giovani. La regia di Lucia Messina, insieme all’interpretazione intensa degli attori Lorenzo Feltrin, Giulia Lacorte e Nicolò Bruno, ha saputo restituire al pubblico un racconto autentico e coinvolgente. La scena, arricchita da elementi simbolici e da richiami alla musica rap contemporanea, ha parlato direttamente ai ragazzi, rendendo il messaggio ancora più incisivo: non esiste un destino già scritto e ognuno può sempre scegliere di cambiare.

Un’esperienza formativa per i giovani

L’evento ha registrato grande partecipazione ed emozione, anche grazie alle rappresentazioni dedicate alle scuole, che hanno permesso agli studenti di vivere un’esperienza teatrale profondamente significativa. Per gli alunni dell’IC “S. G. Bosco” non si è trattato solo di assistere a uno spettacolo, ma di confrontarsi con temi fondamentali come il bullismo, la responsabilità personale e la possibilità di riscatto. Un momento di riflessione collettiva che si inserisce in un più ampio percorso educativo portato avanti da anni dall’istituto.

Un percorso che parte da lontano

L’esperienza teatrale si collega idealmente a un precedente incontro vissuto dagli studenti dell’IC S. G. Bosco con lo stesso Daniel Zaccaro, protagonista del libro “Ero un bullo”, presentato a scuola nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto al bullismo. In quell’occasione, gli alunni avevano potuto ascoltare direttamente la sua testimonianza, dialogare con lui e approfondire, guidati dai docenti, le diverse sfaccettature del fenomeno. Un percorso che ha reso ancora più intensa e consapevole la partecipazione allo spettacolo.

Una comunità educante in azione

Lo spettacolo si è confermato un’importante occasione di crescita civile per l’intera comunità scolastica. Come sottolineato anche dagli organizzatori della rassegna, si tratta di un’opera che tutti, giovani e adulti, dovrebbero vedere. L’iniziativa ribadisce il ruolo fondamentale della scuola non solo come luogo di istruzione, ma come spazio di formazione umana, capace di guidare i ragazzi nella costruzione di relazioni sane e di una cittadinanza consapevole.

Un’esperienza che lascia il segno, invitando ciascuno a riflettere e a credere nella possibilità, sempre concreta, di scegliere il bene e riscrivere il proprio futuro.

(Calogero La Vecchia)

Pubblicato il 25-04-2026